Riscrittura, travestimento e "blackface" nella commedia italiana. "La Mora" (1588) di Giovanni Battista Calderari
- Riscrittura di Terenzio,
- Blackface nella commedia italiana,
- Giovanni Battista Calderari,
- Accademia Olimpica,
- Teatro Olimpico
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Abstract
L’articolo indaga la riscrittura dell’Eunuco di Terenzio da parte di Giovanni Battista Calderari, il quale ancora prima dell’olandese Gerbrand Adriaenszoon Bredero con la celebre commedia Moortje trasforma il personaggio «altro» dell’eunuco in una Mora. L’articolo esplora le implicazioni di tale scelta per quanto riguarda questioni di genere, etnia e performance. Il saggio dimostra che la decisione di usare la Mora come figura «altra» è verosimilmente dettata non soltanto dalla presenza dei Mori nell’Italia rinascimentale o dalla comicità che possono suscitare le battute riguardo a quest’«altro», ma soprattutto dalla reputazione sessuale dei Mori e dalle possibilità sceniche che la pratica della blackface permette. Attraverso l’uso della blackface, Calderari rende la finzione scenica il centro della commedia e, avvalendosi di un attore travestito da schiava mora, porta in scena la fascinazione dell’eros.