- Teatro italiano,
- spettacoli gialli,
- dramma borghese
Copyright (c) 2022 Carlo Fanelli

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Abstract
L’articolo propone un rinnovato sguardo interpretativo su Vincenzo Tieri, figura non secondaria del teatro italiano del Novecento. Dalle prime esperienze, nel giornalismo e nel teatro amatoriali, alla piena maturità artistica a Roma. Qui il debutto nella scrittura teatrale, cui seguì un decennio dedicato alla critica. Poi il successo, con Taide, la sua commedia più fortunata, nel 1932. A seguire, l’attività di sceneggiatore e l’impegno politico nel Fronte dell’Uomo Qualunque di Giannini e nell’Assemblea Costituente. Gli incarichi istituzionali, quale componente della commissione per la vigilanza sulle radiodiffusioni e presidente della SIAD, presidente dell’IDI e commissario della Sezione Dor della SIAE. Nel dopoguerra si misurò con la regia e diresse il Piccolo teatro di Palermo nel biennio 1955-’57. Nel 1959, riprese l’attività giornalistica come critico teatrale e televisivo, su «Telesera» e «Il Tempo», sino alla morte, sopraggiunta il 4 gennaio 1970.